presentazione del libro di Elisa Pucci
Note:
L'iniziativa si svolge presso l’Auditorium Giovanni Spadolini e non in sala del Gonfalone come indicato nel programma.
La “Mala” Pietra che incantò Telemaco Signorini. Pietramala e l’Appennino nei diari di viaggio tra ‘700 e ‘800 è un libro del tutto particolare.
Nato dalla tesi di laurea di Elisa Pucci, contiene spunti che si muovono in varie direzioni e che affrontano per la prima volta in maniera sistematica lo studio di una pagina importante della storia del borgo di Pietramala. Il nome ben poco rassicurante del paese, certo dovuto alla presenza delle misteriose fiammelle che, soprattutto di notte, si vedevano alzarsi spontaneamente dal terreno nei dintorni del borgo e che trovarono una spiegazione solo nel 1870, quando Alessandro Volta si interessò del fenomeno, è una presenza frequente nei diari dei viaggiatori stranieri che, tra il XVIII ed il XIX secolo, si trovavano a passare per Pietramala. Con il tempo, però, le cose mutarono notevolmente e il paese, nella seconda metà dell’Ottocento, cambiò radicalmente volto e si trasformò in una meta di villeggiatura.
Ce lo testimoniano, tra le altre cose, i tanti disegni ed i dipinti che al borgo ed ai dintorni furono dedicati da un villeggiante assiduo e affezionato quale fu Telemaco Signorini.
Nel volume, infatti, sono stati raccolti, catalogati ed analizzati per la prima volta i materiali figurativi e le testimonianze documentarie riguardanti una pagina privatissima ed ancora poco nota della vita del pittore, come quella dei suoi soggiorni a Pietramala. Il libro riesce, quindi, nella non facile impresa di conciliare la volontà di valorizzare il territorio di Pietramala, restituendogli almeno una parte dell’importanza storica che merita, con la riscoperta di una fase poco nota della storia artistica di Telemaco Signorini.
La “Mala” Pietra che incantò Telemaco Signorini. Pietramala e l’Appennino nei diari di viaggio tra ‘700 e ‘800 è un libro del tutto particolare.
Nato dalla tesi di laurea di Elisa Pucci, contiene spunti che si muovono in varie direzioni e che affrontano per la prima volta in maniera sistematica lo studio di una pagina importante della storia del borgo di Pietramala. Il nome ben poco rassicurante del paese, certo dovuto alla presenza delle misteriose fiammelle che, soprattutto di notte, si vedevano alzarsi spontaneamente dal terreno nei dintorni del borgo e che trovarono una spiegazione solo nel 1870, quando Alessandro Volta si interessò del fenomeno, è una presenza frequente nei diari dei viaggiatori stranieri che, tra il XVIII ed il XIX secolo, si trovavano a passare per Pietramala. Con il tempo, però, le cose mutarono notevolmente e il paese, nella seconda metà dell’Ottocento, cambiò radicalmente volto e si trasformò in una meta di villeggiatura.
Ce lo testimoniano, tra le altre cose, i tanti disegni ed i dipinti che al borgo ed ai dintorni furono dedicati da un villeggiante assiduo e affezionato quale fu Telemaco Signorini.
Nel volume, infatti, sono stati raccolti, catalogati ed analizzati per la prima volta i materiali figurativi e le testimonianze documentarie riguardanti una pagina privatissima ed ancora poco nota della vita del pittore, come quella dei suoi soggiorni a Pietramala. Il libro riesce, quindi, nella non facile impresa di conciliare la volontà di valorizzare il territorio di Pietramala, restituendogli almeno una parte dell’importanza storica che merita, con la riscoperta di una fase poco nota della storia artistica di Telemaco Signorini.
