presentazione della raccolta di editoriali pubblicati sul mensile "Il Centro di Livorno"
Note:
comunicato stampa
Il libro raccoglie gli editoriali scritti dal senatore Ivo Butini, recentemente scomparso, pubblicati sulla rivista mensile “Il Centro” di Livorno.
Il volume presenta anche due introduzioni: una del direttore de “Il Centro” Enrico Dello Sbarba e l'altra dal figlio del senatore, Francesco Butini.
Gli editoriali del senatore Butini vanno dal novembre 2008 al novembre 2015, e trattano svariati argomenti di attualità e di storia. Costanti sono però alcune linee d'interpretazione delle vicende politiche contemporanee, tra cui la fragilità delle basi storiche e culturali della Seconda Repubblica e la debolezza della presenza cattolica nella politica italiana dopo il 1994.
L'esaurimento dell'unità politica dei cattolici italiani rimane al centro della riflessione e della critica all'attualità, ricordando costantemente il valore storico dell'esperienza di Alcide De Gasperi per i cattolici e per gli italiani del Novecento. Senza nessuna adeguata sostituzione di ruoli e funzioni nel nuovo millennio.
In molti editoriali ritornano le meditazioni sulla Chiesa e sul rapporto tra cattolici e politica italiana, sulla sinistra italiana, sul cosiddetto “berlusconismo”. Con lo scetticismo di chi vede sgretolarsi molti elementi unificanti della società italiana, molti tratti delle istituzioni democratiche, senza altrettante analisi di respiro per indicare nuove rotte di navigazione.
Maestro elementare, Ivo Butini ha lavorato negli anni Sessanta per i patronati scolastici della provincia di Firenze. Giornalista, ha fatto parte dell’Associazione stampa toscana. Gia` consigliere e poi assessore al comune di Carmignano nel 1950, eè stato uno degli esponenti piu` rappresentativi di Firenze e della Toscana dentro la Democrazia Cristiana.
Nel 1963 viene eletto segretario provinciale di Firenze e nel 1973 diventa segretario regionale della Toscana. Insieme ad Enzo Pezzati fu protagonista della “Battaglia di Toscana” dopo la nascita delle regioni.
Dal 1962 viene eletto consigliere nazionale della DC e nel 1969 entra nella direzione centrale del partito. Qui promuove una politica di confronto con il partito socialista che in Toscana governa, fin dalla nascita della Regione, con il PCI partito di opposizione al governo ed a Roma lavora per governi di centrosinistra.
In Toscana e` consigliere regionale dal 1970 al 1979, ed e` tra i “padri costituenti” dello Statuto regionale toscano. Viene eletto capogruppo della DC in Consiglio regionale, e dal 1975 e` Vicepresidente della commissione speciale per la programmazione.
Viene eletto senatore nel collegio di Montevarchi per tre legislature, dal 1983 al 1994. E' membro della commissione difesa (nella IX, nella X e nell'XI legislatura), della commissione parlamentare per le questioni regionali (nella IX legislatura) e della commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia (nell'XI legislatura).
E' stato al governo come sottosegretario di stato dal 1988 al 1992: al Ministero dell'Industria nel governo De Mita, e al Ministero degli Affari Esteri nel VI e nel VII governo Andreotti.
comunicato stampa
Il libro raccoglie gli editoriali scritti dal senatore Ivo Butini, recentemente scomparso, pubblicati sulla rivista mensile “Il Centro” di Livorno.
Il volume presenta anche due introduzioni: una del direttore de “Il Centro” Enrico Dello Sbarba e l'altra dal figlio del senatore, Francesco Butini.
Gli editoriali del senatore Butini vanno dal novembre 2008 al novembre 2015, e trattano svariati argomenti di attualità e di storia. Costanti sono però alcune linee d'interpretazione delle vicende politiche contemporanee, tra cui la fragilità delle basi storiche e culturali della Seconda Repubblica e la debolezza della presenza cattolica nella politica italiana dopo il 1994.
L'esaurimento dell'unità politica dei cattolici italiani rimane al centro della riflessione e della critica all'attualità, ricordando costantemente il valore storico dell'esperienza di Alcide De Gasperi per i cattolici e per gli italiani del Novecento. Senza nessuna adeguata sostituzione di ruoli e funzioni nel nuovo millennio.
In molti editoriali ritornano le meditazioni sulla Chiesa e sul rapporto tra cattolici e politica italiana, sulla sinistra italiana, sul cosiddetto “berlusconismo”. Con lo scetticismo di chi vede sgretolarsi molti elementi unificanti della società italiana, molti tratti delle istituzioni democratiche, senza altrettante analisi di respiro per indicare nuove rotte di navigazione.
Maestro elementare, Ivo Butini ha lavorato negli anni Sessanta per i patronati scolastici della provincia di Firenze. Giornalista, ha fatto parte dell’Associazione stampa toscana. Gia` consigliere e poi assessore al comune di Carmignano nel 1950, eè stato uno degli esponenti piu` rappresentativi di Firenze e della Toscana dentro la Democrazia Cristiana.
Nel 1963 viene eletto segretario provinciale di Firenze e nel 1973 diventa segretario regionale della Toscana. Insieme ad Enzo Pezzati fu protagonista della “Battaglia di Toscana” dopo la nascita delle regioni.
Dal 1962 viene eletto consigliere nazionale della DC e nel 1969 entra nella direzione centrale del partito. Qui promuove una politica di confronto con il partito socialista che in Toscana governa, fin dalla nascita della Regione, con il PCI partito di opposizione al governo ed a Roma lavora per governi di centrosinistra.
In Toscana e` consigliere regionale dal 1970 al 1979, ed e` tra i “padri costituenti” dello Statuto regionale toscano. Viene eletto capogruppo della DC in Consiglio regionale, e dal 1975 e` Vicepresidente della commissione speciale per la programmazione.
Viene eletto senatore nel collegio di Montevarchi per tre legislature, dal 1983 al 1994. E' membro della commissione difesa (nella IX, nella X e nell'XI legislatura), della commissione parlamentare per le questioni regionali (nella IX legislatura) e della commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia (nell'XI legislatura).
E' stato al governo come sottosegretario di stato dal 1988 al 1992: al Ministero dell'Industria nel governo De Mita, e al Ministero degli Affari Esteri nel VI e nel VII governo Andreotti.
comunicato stampa
