presentazione del libro di Monica Brogi
Note:
comunicato stampa
Il 2 marzo del 1993 a ventidue anni, a causa di un grave incidente, Charlotte finisce in coma. Quando riapre gli occhi si ritrova in uno strano luogo onirico, ad Ajalgea, l’isola dell’Impazienza. Scopre di non avere più un corpo, anche se lo avverte ancora, e crede di essere da sola fino a quando vede un uomo chino, intento a fare un piccolo monte di foglie secche e legnetti. Si tratta di Luca.
Sarà lui la sua guida e il suo punto di riferimento, la persona che la aiuterà, con garbo, pazienza e impegno a riconoscersi, a raccontarsi e a ricomporre i frammenti sgangherati del suo corpo che, a poco a poco, tornerà ad avere.
Quello di Charlotte è un lungo percorso di crescita e di rinascita per riscoprire se stessa, un cammino all’interno degli abissi della mente, tra spiritualità e fisicità, tra sogno e vita reale, un viaggio inedito ai confini del reale per recuperare ciò che è andato perso o che forse era solo da ritrovare.
Che significato ha il titolo dell’opera?
Exuvia è un termine usato in biologia per descrivere i resti dell’esoscheletro della cicala (l’involucro che vediamo attaccato ai tronchi degli alberi) e di altri animali dopo la muta.
La cicala dopo aver fatto l’amore depone le uova sui ramoscelli degli alberi. Quando le larve nascono si rifugiano sottoterra e stanno lì per vari anni, alcune rimangono nel sottosuolo anche per diciassette anni, dopodiché escono e cercano un albero dove fare la muta, lasciando l’involucro ninfale per spiccare il primo volo.
Monica Brogi vive insieme a suo figlio Tobia, sedicenne, a Signa provincia di Firenze, dove lavora in ambito sanitario come psicoterapeuta e psicodrammatista. Inoltre, è impegnata da molti anni in ambito socio-culturale, formativo ed educativo con “L’arte Poetica delle Relazioni Umane”, un modo di fare Poiesis e costruire dal Nulla attraverso le arti del con-Tatto, della danza, del teatro, della scrittura e della poesia.
Il 2 marzo del 1993 a ventidue anni, a causa di un grave incidente, Charlotte finisce in coma. Quando riapre gli occhi si ritrova in uno strano luogo onirico, ad Ajalgea, l’isola dell’Impazienza. Scopre di non avere più un corpo, anche se lo avverte ancora, e crede di essere da sola fino a quando vede un uomo chino, intento a fare un piccolo monte di foglie secche e legnetti. Si tratta di Luca.
Sarà lui la sua guida e il suo punto di riferimento, la persona che la aiuterà, con garbo, pazienza e impegno a riconoscersi, a raccontarsi e a ricomporre i frammenti sgangherati del suo corpo che, a poco a poco, tornerà ad avere.
Quello di Charlotte è un lungo percorso di crescita e di rinascita per riscoprire se stessa, un cammino all’interno degli abissi della mente, tra spiritualità e fisicità, tra sogno e vita reale, un viaggio inedito ai confini del reale per recuperare ciò che è andato perso o che forse era solo da ritrovare.
Che significato ha il titolo dell’opera?
Exuvia è un termine usato in biologia per descrivere i resti dell’esoscheletro della cicala (l’involucro che vediamo attaccato ai tronchi degli alberi) e di altri animali dopo la muta.
La cicala dopo aver fatto l’amore depone le uova sui ramoscelli degli alberi. Quando le larve nascono si rifugiano sottoterra e stanno lì per vari anni, alcune rimangono nel sottosuolo anche per diciassette anni, dopodiché escono e cercano un albero dove fare la muta, lasciando l’involucro ninfale per spiccare il primo volo.
Monica Brogi vive insieme a suo figlio Tobia, sedicenne, a Signa provincia di Firenze, dove lavora in ambito sanitario come psicoterapeuta e psicodrammatista. Inoltre, è impegnata da molti anni in ambito socio-culturale, formativo ed educativo con “L’arte Poetica delle Relazioni Umane”, un modo di fare Poiesis e costruire dal Nulla attraverso le arti del con-Tatto, della danza, del teatro, della scrittura e della poesia.
