presentazione del volume di Silvio Ramat
Note:
In questo libro viene analizzato un genere letterario che quasi nessuno pratica più e che invece fra Seicento e Novecento ha visto numerosissimi e illustri esempi: l' epistolario o carteggio. Da Leopardi a Fogazzaro, da Carducci a Papini e Soffici, da Prezzolini a Palazzeschi e Ungaretti, Montale, Quasimodo, Saba, Sereni, Bertolucci, Parronchi e Pratolini, una lunga galleria di personaggi si rappresenta e si confessa in un conciso biglietto o in una lunga lettera, per lo più vergata a mano. Esaminando queste sempre notevoli prove di stile si chiarisce il carattere di una società (soprattutto dell' '800 e del '900) non solo letteraria piena di energie e di debolezze, generosa ma pronta alla polemica e al sospetto nel momento stesso in cui comunica le proprie passioni.
Silvio Ramat, fiorentino, è professore emerito di letteratura italiana contemporanea nell’università di Padova, dove ha insegnato dal 1976 al 2014. Inizia la sua carriera di poeta nel 1959 con numerose raccolte edite da famose case editrici.
note tratte da un testo dei curatori
Comunicato stampa
Silvio Ramat, fiorentino, è professore emerito di letteratura italiana contemporanea nell’università di Padova, dove ha insegnato dal 1976 al 2014. Inizia la sua carriera di poeta nel 1959 con numerose raccolte edite da famose case editrici.
note tratte da un testo dei curatori
Comunicato stampa
