Bruno Benigni. Politico austero e visionario

Data:

20 Maggio 2025

presentazione del libro di Claudio Repek

Note
abstract
Siamo nella seconda metà del Novecento e nei primi anni del nuovo millennio. Questa è la storia di un politico: cattolico e poi comunista, protagonista del dialogo. E di un uomo delle istituzioni: assessore prima della Provincia di Arezzo e poi della Regione Toscana. Il filo conduttore dei suoi 40 anni di lavoro è rappresentato dai diritti – quello alla salute e al sostegno sociale in particolare - degli ultimi. Regista della chiusura del manicomio di Arezzo, protagonista della fine degli ospedali psichiatrici giudiziari, accanito difensore del diritto alla salute dei detenuti. Quindi la visione della sanità territoriale, con il progetto delle Case della salute e poi la proposta di legge della “residenzialità sociale senza emarginazione” che avrebbe evitato le attuali Rsa di grandi dimensioni.  Battaglie che ha sostenuto non solo in Toscana ma anche in Italia con il Pds, con lo Spi Cgil e con la Lega nazionale delle autonomie locali. Bruno Benigni, politico anomalo, visionario e austero ha percorso e lasciato il segno in un lungo periodo storico che va dalla fine degli anni Sessanta alla sua morte nel 2015. Un maestro elementare senza cravatta, con  un’agenda senza limiti, con il rifiuto dell’auto blu e dei rimborsi spese. Un politico oggi fuori della storia. O – domanda lecita – un politico che ci interroga se sia invece una certa modernità politica ad essere fuori dalla storia.

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Ultimo aggiornamento: 03/12/2025

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